Il momento in cui il dialogo con la macchina smette di essere una richiesta e diventa uno specchio.
Proprio come uno specchio non ci dice chi siamo ma ci mostra come appariamo, così l'AI non pensa al posto nostro: ci obbliga a chiarire ciò che vogliamo, a formulare meglio, a scegliere le parole.
— Dal prologo di Prompt Ergo Sum, 2025
Un taccuino in corso su linguaggio, pensiero e svolta dialogica nell'intelligenza artificiale.
Dal quaderno
Che cosa vale ancora la pena insegnare
La vera rivoluzione non riguarda ciò che una macchina sa fare. Riguarda ciò che continueremo a chiedere agli esseri umani.
Per secoli la scuola ha amministrato la scarsità del sapere. Ora che le risposte sono abbondanti, il valore si sposta verso ciò che resta raro: la domanda, e il giudizio con cui sceglierla.
Chi scrive la metrica possiede il futuro
L'Argentina si appresta a consegnare all'IA una chiave legale. L'intero dibattito salta l'unica domanda che conta: chi scrive la metrica con cui si misura l'intelligenza?
La Rerum Novarum dell'era algoritmica
Cosa rivela un'enciclica papale sull'intelligenza artificiale su chi avrà il diritto di scrivere il codice morale dell'epoca che verrà
Il problema non è più se l'intelligenza artificiale diventerà potente. Il problema è chi avrà il diritto di scrivere il codice morale dell'epoca che verrà.
La fine dell'indispensabilità
L'intelligenza artificiale non sta cancellando il valore della classe tech: sta mostrando chi aveva competenza reale e chi viveva di una rendita di scarsità
Per anni abbiamo confuso la scarsità con il valore. L'AI non rompe il monopolio dimostrandosi superiore, ma rendendo esistente un'alternativa misurabile e confrontabile.